Venezia 76: ArtMedia – Cinema e Scuola presenta “Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti”

Immagine

Tre giorni di incontri, il 30, 31 agosto e 1 settembre, presso la Sala Tropicana dell’Italian Pavilion all’Hotel Excelsior, per l’iniziativa “Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti”. Gli incontri si terranno venerdì 30 agosto con Francesco Piccolo, moderato da Laura Delli Colli, alle ore 16.30; sabato 31 agosto con Emir Kusturica, moderato da Silvia Bizio, alle ore 15.30 e domenica 1 settembre con Elena Sofia Ricci, moderato da Laura Delli Colli alle ore 17.00.

ArtMedia – Cinema e Scuola, si trasferisce al Lido di Venezia per realizzare una tre giorni di incontri tra talenti del cinema italiano e internazionale e studenti. I protagonisti dialogheranno della propria professione e riceveranno il Wind of Europe International Award – già consegnato a Matteo Garrone, Julie Taymor, Sergio Castellitto, Valeria Golino, Andrè Aciman, Margherita Buy, Toby Jones, Cristian Mungiu, al tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro e a molti altri. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR e MIBAC ideata e curata da Loredana Commonara. Il progetto è rivolto agli studenti delle scuole italiane, con la finalità di realizzare un percorso di educazione, apprendimento e approfondimento della cultura cinematografica attraverso rassegne, incontri ed eventi.

Gli obiettivi di ArtMedia – Cinema e Scuola sono educare all’immagine e sviluppare capacità di interpretazione delle narrazioni e del testo audiovisivo, sviluppare capacità di analisi tramite fruizione di opere, sviluppare capacità di critica della realtà e dei fatti contemporanei, avvicinare gli studenti al mondo del “lavoro creativo” attraverso la sperimentazione in campo, ridurre la distanza tra pubblico e specialisti del settore. Immagini, personaggi, storie – Percorsi di Cinema per studenti ha già realizzato in primavera 3 appuntamenti a Roma, durante i quali gli studenti hanno partecipato a un incontro – dibattito con il regista Daniele Luchetti preceduto dalla proiezione del suo film “Momenti di trascurabile felicità”, con l’attore Alessandro Borghi per il film “Sulla mia pelle” e con il regista Riccardo Milani e l’attrice Paola Cortellesi per il film “Ma cosa ci dice il cervello”. Tutti gli incontri sono stati moderati dal critico cinematografico e regista Mario Sesti.

Dopo la tappa al Lido di Venezia il progetto riprenderà col nuovo anno scolastico, per coinvolgere anche sceneggiatori, tecnici e maestranze del cinema. Già confermati due appuntamenti romani in autunno, con il regista Claudio Giovannesi e l’autore e sceneggiatore Roberto Saviano, insieme alla proiezione del film “La paranza dei bambini”, Orso d’Argento all’ultimo festival di Berlino, e con l’attrice Valeria Golino accompagnata dalla proiezione della sua seconda opera da regista, “Euforia”.

Jean-Luc Godard, uno dei fondatori della Nouvelle Vague va il Premio FIAF 2019

FIAF Award Godard 2019© Carine Roth _ Cinémathèque suisse
FIAF Award Godard 2019© Carine Roth / Cinémathèque suisse

FIAF, la Federazione Internazionale degli Archivi Cinematografici, la più grande e importante rete globale di cineteche e archivi cinematografici di tutto il mondo, ha premiato il leggendario regista franco-svizzero Jean-Luc Godard, con il FIAF Award 2019, durante una cerimonia speciale a Losanna, in Svizzera, l’11 aprile 2019. La cerimonia di presentazione si è svolta al Casino de Montbenon, sede della Cinémathèque suisse, dove questa comunità mondiale di conservazione dei film si è riunita questa settimana in occasione del 75 ° Congresso annuale della FIAF. Jean-Luc Godard ha dedicato il premio alla memoria a Iris Barry (1895-1969), il primo curatore del Museum of Modern Art Film Library di New York dal 1935 e anche uno dei fondatori della FIAF.

Dal 2001, quando il premio inaugurale FIAF è stato consegnato a Martin Scorsese per la sua pionieristica difesa della causa della conservazione del film, la FIAF ha assegnato il suo premio annuale per celebrare una personalità cinematografica esterna al mondo archivistico. Tra i premiati in passato del premio FIAF: Ingmar Bergman (2003), Mike Leigh (2005), Hou Hsiao-hsien (2006), Peter Bogdanovich (2007), Agnès Varda (2013), Jean-Pierre e Luc Dardenne (2016) e Christopher Nolan (2017). Il premio FIAF dello scorso anno è stato assegnato al cineasta thailandese Apichatpong Weerasethakul presso l’archivio cinematografico thailandese di Bangkok. Il destinatario del Premio FIAF è selezionato dal Comitato Esecutivo FIAF da una breve lista di candidature presentate da membri del personale di tutti gli archivi affiliati alla FIAF in tutto il mondo.

Nato nel 1930 a Parigi, con una doppia cittadinanza francese e svizzera, Jean-Luc Godard è uno dei più importanti registi del mondo e anche uno degli ultimi esponenti viventi della Nouvelle Vague francese. Nel corso della sua carriera ha sperimentato nuovi modi di raccontare storie e fare film che hanno influenzato molti registi più giovani.

Frédéric Maire, presidente della FIAF, direttore della Cinémathèque Suisse ed ex capo del Locarno Film Festival, ha spiegato la decisione di attribuire il premio FIAF di quest’anno a Jean-Luc Godard: “La creatività di Jean-Luc Godard è profondamente radicata nella sua vasta conoscenza del cinema e per i suoi anni come critico cinematografico ai Cahiers du Cinéma. È un figlio spirituale della Cinémathèque Française e di Henri Langlois, che ha sempre supportato in periodi difficili come l’indomani del maggio 1968. Inoltre, è sempre stato molto interessato alle tecniche di ripresa, dalle fotocamere ad alta tecnologia alle più moderne attrezzature digitali, contribuendo a sviluppare nuove fotocamere piccole e leggere da 35 mm con Jean-Pierre Beauviala (Aaton) e sperimentando il 3D (in Adieu au langage) e il suono 7.1. All’inizio degli anni ’70 fu uno dei primi cineasti francesi, insieme a Carole Roussopoulos, ad esplorare le possibilità del sistema video portatile Sony.

Ritornato in Svizzera, nella sua terra natale, a metà degli anni settanta, vivendo non lontano da Losanna, si ricongiunge alla Cinémathèque suisse e al suo direttore, Freddy Buache. Alcuni dei suoi film dagli anni ’80 in poi sono stati girati in parte nei locali e/o con il supporto della Cinémathèque suisse. Ha sempre sostenuto la Cinémathèque quando necessario, e ha diretto il tanto decantato cortometraggio Lettre à Freddy Buache quando gli è stato chiesto di girare un film sulla città di Losanna. Ultimo ma non meno importante, è stato uno degli ospiti principali al Congresso FIAF di Losanna del 1979, che ha celebrato il 50 ° anniversario del famoso Congresso dei registi indipendenti di La Sarraz”. 

Gran parte del lavoro di Godard riguarda la storia del cinema e rende omaggio ai suoi classici, come con Fritz Lang che dirige il film nel film in Le Mépris o nel cameo di Samuel Fuller in Pierrot le Fou. Ha dedicato la sua acclamata serie di Histoire (s) du cinéma ad esso, così come il suo ultimo film, Le Livre d’image del 2018, che ha vinto una Palma d’oro speciale a Cannes.

La Federazione internazionale degli archivi cinematografici, è un’organizzazione globale dedicata alla conservazione e all’accesso del patrimonio cinematografico mondiale. Fondata nel giugno del 1938 con quattro membri (il British Film Institute di Londra, la Cinémathèque française di Parigi, il MoMA di New York e il Reichsfilmarchiv di Berlino), dal 2018 FIAF riunisce 166 istituzioni in 75 paesi – riflettendo la crescita del film patrimonio come una preoccupazione mondiale. FIAF favorisce la solidarietà, lo scambio e la cooperazione tra i più importanti cineasti e archivi cinematografici di tutto il mondo. La missione della FIAF comprende il salvataggio, la raccolta, la conservazione, la proiezione e la promozione di film, che sono apprezzati sia come opere d’arte e sia come documenti storici.

“La vita con Orson Welles: L’uomo dietro la leggenda”, la docu-serie sul creatore del cinema moderno

unnamed

Una docu-serie sulla vita di Orson Welles, realizzata in sei episodi da Dax Phelan e con la collaborazione della figlia Beatrice Mori di Gerfalco Welles“La vita con Orson Welles: L’uomo dietro la leggenda” è una raccolta di conversazioni serali e rivelatrici su Welles, che la figlia, Phelan e molti ospiti speciali discuteranno del suo lavoro e della vita privata che pochi hanno avuto modo di vedere.

Beatrice è la figlia della terza moglie Paola Mori, all’anagrafe contessa Paola di Gerfalco, un’attrice italiana di teatro e di cinema che ha lavorato negli anni cinquanta e sessanta. Attualmente la Lon Haber & Co. si sta occupando della distribuzione sul mercato cinematografico. 

Orson Welles, regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Kenosha, nel Wisconsin, il 6 maggio 1915 e morto a Los Angeles, il 10 ottobre 1985. Nasce in una famiglia agiata dove il padre è un inventore mentre la madre è una pianista. Così, Orson eredita da entrambi i genitori vari talenti, infatti, già da bambino suona il piano, dipinge e si diletta nei giochi di prestigio. 

È autore di film che hanno cambiato la storia del cinema, considerato uno degli artisti più versatili e innovativi del novecento. All’età di ventitré anni conquista il successo grazie allo spettacolo radiofonico “La guerra dei mondi”, una trasmissione che scatenò il panico negli Stati Uniti, facendo credere alla popolazione un’invasione dei marziani. Un fatto celebre che gli fece ottenere un contratto per un film all’anno con la casa di produzione cinematografica RKO. Ma riesce a terminare solo uno dei progetti: Quarto potere, fu un grande successo cinematografico per Welles, e ancora oggi uno dei migliori film della storia del cinema.

Durante la carriera di Welles, ci furono una serie di difficoltà ed inconvenienti che non gli permisero di continuare a lavorare nel mondo di Hollywood. Costretto a trasferirsi in Europa, si autofinanziava soprattutto con apparizioni in film altrui. Welles riuscì a realizzare e dirigere film come: Macbeth, Otello, L’infernale Quinlan, Il processo, F come falso e tanti altri.

Fu premiato con la Palma d’oro a Cannes nel 1952 e l’Oscar alla carriera nel 1971. Nel 2002 è stato votato dal British Film Institute come il miglior regista di tutti i tempi. L’American Film Institute ha inserito Welles al sedicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Dopo la sua morte, diventa uno dei maggiori registi cinematografici e teatrali del XX secolo.

 

Addio al cineasta Jonas Mekas: il padre del cinema sperimentale americano

jonas_mekas

Ci ha lasciati all’età di 96 anni, il celebre regista, poeta e artista lituano naturalizzato statunitense.

È morto a New York, il regista Mekas, con una carriera sessantennale nel mondo del cinema, fu molto attivo sopratutto nel genere underground, sfornando più di una cinquantina di pellicole cinematografiche. Fondatore del New American Cinema, dell’Anthology Film Archives, ed insieme al fratello Adolfas della prestigiosa rivista americana Film Culture. Conosciuto per aver collaborato con artisti del calibro di Allen Ginsberg, Andy Warhol, John Lennon, Yoko Ono e Salvador Dalí.

Inoltre, fu l’operatore del famoso film muto Empire di Andy Wharol, che mostra per ben otto ore un’unica inquadratura fissa sul grattacielo dell’Empire State Building. Il regista Douglas Gordon ha realizzato un documentario su Jonas Mekas, dal titolo “I Had Nowhere to Go”, presentato al Festival di Locarno 2016.

Nato il 24 dicembre del 1922, Jonas Mekas, abbandonò la Lituania durante la seconda guerra mondiale, a causa delle persecuzioni naziste. Insieme al fratello, visse otto mesi di prigionia nel campo lavoro di Elmshorn, un sottoborgo di Amburgo. Riuscì a fuggire per poi emigrare con il fratello negli Stati Uniti, alla fine del 1949, stabilendosi nei quartieri di Brooklyn.

La sua prima macchina da presa, acquistata grazie ad un prestito, fu una Bolex 16 millimetri. E proprio in questo periodo che scopre i film d’avanguardia frequentando il Cinema 16 di Amos Vogel. Per poi diventare il responsabile delle proiezioni del Gallery East di Avenue A, Houston Street e Carl Fisher Auditorium.