“La luce è là” di Agata Bazzi alla Legatoria Prampolini per i Catania Book Days

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I Catania Book Days, evento che preannuncia il Catania Book Festival (in programma dal 7 al 9 maggio 2020), ha già preso piede e si attesta come uno degli eventi più seguiti e partecipati del panorama letterario. Venerdì 25 ottobre, presso la rinnovata Legatoria Prampolini di Catania, si conclude la serie di appuntamenti di ottobre dei Catania Book Days, che vedrà ospite la scrittrice Agata Bazzi con ‘La Luce è là’. Modererà l’incontro Simone Dei Pieri, direttore artistico del Catania Book Festival.  

Il libro racconta la storia della famiglia Ahrens, protagonista di una stagione magnifica nella storia di Palermo: la “Palermo felicissima” del primo Novecento. Albert, il patriarca arrivato nel 1875 dalla Germania, diventa un entusiasta imprenditore di successo e sposa Johanna Benjamin, che sarà la madre dei suoi otto figli. Fra campagna e città fa costruire una superba villa sulla cui facciata spicca la scritta lik dör (“La luce è là”), e sono anni di prosperità, di successo, di unità.

Seguono in sequenza eventi che intaccano la serenità della famiglia: il terremoto di Messina, la Prima guerra mondiale, la morte dei due figli maschi, e infine le leggi razziali che restituiscono gli Ahrens alla loro identità ebraica. Lo sfacelo economico conduce a un declino che non impedisce a Marta, Vera, Berta e Margherita di portare innanzi la “luce” dei valori che hanno sempre ispirato la famiglia: coraggio, dignità, rigore, speranza.

La fusione fra storie individuali e Storia, movimenta il quadro di una saga che lascia al centro almeno tre figure femminili memorabili: Johanna, intrepida e saggia costruttrice di fortune accanto al marito; Marta, afflitta da una severa sordità che non le impedisce di “sentire” dove va il mondo e di governare gli affari; Vera, ispirata dalla determinazione che era stata del padre.

Una saga famigliare maestosa. Una Palermo “tedesca”. Una città operosa e prospera che il tempo ha quasi cancellato. Un coro femminile che non si dimentica. Agata Bazzi è una discendente della famiglia Ahrens: questa storia è ispirata dal ritrovamento di un diario e dai racconti.

Venezia 76: ArtMedia – Cinema e Scuola presenta “Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti”

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Tre giorni di incontri, il 30, 31 agosto e 1 settembre, presso la Sala Tropicana dell’Italian Pavilion all’Hotel Excelsior, per l’iniziativa “Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti”. Gli incontri si terranno venerdì 30 agosto con Francesco Piccolo, moderato da Laura Delli Colli, alle ore 16.30; sabato 31 agosto con Emir Kusturica, moderato da Silvia Bizio, alle ore 15.30 e domenica 1 settembre con Elena Sofia Ricci, moderato da Laura Delli Colli alle ore 17.00.

ArtMedia – Cinema e Scuola, si trasferisce al Lido di Venezia per realizzare una tre giorni di incontri tra talenti del cinema italiano e internazionale e studenti. I protagonisti dialogheranno della propria professione e riceveranno il Wind of Europe International Award – già consegnato a Matteo Garrone, Julie Taymor, Sergio Castellitto, Valeria Golino, Andrè Aciman, Margherita Buy, Toby Jones, Cristian Mungiu, al tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro e a molti altri. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR e MIBAC ideata e curata da Loredana Commonara. Il progetto è rivolto agli studenti delle scuole italiane, con la finalità di realizzare un percorso di educazione, apprendimento e approfondimento della cultura cinematografica attraverso rassegne, incontri ed eventi.

Gli obiettivi di ArtMedia – Cinema e Scuola sono educare all’immagine e sviluppare capacità di interpretazione delle narrazioni e del testo audiovisivo, sviluppare capacità di analisi tramite fruizione di opere, sviluppare capacità di critica della realtà e dei fatti contemporanei, avvicinare gli studenti al mondo del “lavoro creativo” attraverso la sperimentazione in campo, ridurre la distanza tra pubblico e specialisti del settore. Immagini, personaggi, storie – Percorsi di Cinema per studenti ha già realizzato in primavera 3 appuntamenti a Roma, durante i quali gli studenti hanno partecipato a un incontro – dibattito con il regista Daniele Luchetti preceduto dalla proiezione del suo film “Momenti di trascurabile felicità”, con l’attore Alessandro Borghi per il film “Sulla mia pelle” e con il regista Riccardo Milani e l’attrice Paola Cortellesi per il film “Ma cosa ci dice il cervello”. Tutti gli incontri sono stati moderati dal critico cinematografico e regista Mario Sesti.

Dopo la tappa al Lido di Venezia il progetto riprenderà col nuovo anno scolastico, per coinvolgere anche sceneggiatori, tecnici e maestranze del cinema. Già confermati due appuntamenti romani in autunno, con il regista Claudio Giovannesi e l’autore e sceneggiatore Roberto Saviano, insieme alla proiezione del film “La paranza dei bambini”, Orso d’Argento all’ultimo festival di Berlino, e con l’attrice Valeria Golino accompagnata dalla proiezione della sua seconda opera da regista, “Euforia”.

La terapia del Pronto Soccorso Letterario per la Festa d’estate a Catania

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Il progetto Pronto Soccorso Letterario che da mesi percorre la Sicilia è quello di ricongiungere il lettore con se stesso e nel godimento profondo che offrono i libri. Per questo motivo, tutto lo staff del Book Emergency Room sarà presente alla Festa d’estate del CO.PE pronto a prescrivere ricette mediche per grandi e bambini.

L’evento avrà inizio il 12 luglio alle ore 20.00 presso il Cortile della CGIL, in via Crociferi 40, Catania. La serata prevede letture animate e un laboratorio sullo sviluppo ecosostenibile, curato dalle dottoresse del Pronto Soccorso Letterario Agata e Tiziana SquillaciAlle ore 20.30 sarà la volta del presidio letterario con Cono Cinquemani e Diana Anastasi che, per l’occasione, hanno scelto due libri che ben si legano con la tematica della serata: La quarta parete di Sorj Chalandon, il limite di ognuno, quell’ostacolo invalicabile e invisibile che trattiene dall’andare oltre e dal vedere che cosa succede dopo, al di là della linea, del muro, del cancello; Il giardino delle pesche e delle rose di Joanne Harris, l’incontro di due donne, due popoli, diffidenze e rivelazioni magiche, incomprensioni e miracolosi momenti di quell’accoglienza universale di cui solo i bambini sono capaci.

La serata sarà accompagnata da una cena multietnica insieme a una mostra di artigianato etnico del CO.PE e di un concerto musicale. Il CO.PE Cooperazione paesi emergenti, dal 1988 si occupa di programmi di intervento e di cooperazione tecnica e sociale al fine di costruire legami concreti di solidarietà tra i popoli.

Il Pronto Soccorso Letterario, Book Emergency Room, è un progetto ideato e realizzato da Cono Cinquemani, linguista, scrittore e assistente di volo, che circa un anno fa decide di diffondere un nuovo modo di percepire i libri e la letteratura. Creando un presidio culturale innovativo che sfrutta i principi della libroterapia. La Festa d’estate e solidale del CO.PE è a sostegno della sartoria in Tanzania Mkomanile Craft, organizzata con il contributo di CSVETNEO, Pronto Soccorso Letterario e Libreria Pescebanana. 

EtnaBook, il primo Festival del libro a Catania parla di antifascismo

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Condivisione, libertà e conoscenza: l’antifascismo sarà la tematica di EtnaBook, Festival del libro di CataniaDal 19 al 21 settembre, nella città etnea il primo Festival Internazionale del libro e della cultura. La parola è l’arma più potente che abbiamo, usiamola bene. È questa la dichiarazione che racchiude la tematica 2019 scelta dal direttivo organizzativo di EtnaBook – Festival Internazionale del libro e della cultura di Catania.

Il tema dell’antifascismo assume una connotazione particolarissima che pone un quesito la cui risposta deve essere seguita da un’azione culturale. In questo particolare momento storico, parlare di antifascismo è un atto tanto importante quanto contemporaneo. Le parole hanno il potere di creare emozioni e, di conseguenza, anche paure. Perciò, è necessario fondare presidi culturali i cui linguaggi possano produrre fiducia, speranza, conoscenza e libertà.

Etnabook nasce con l’idea, la voglia e l’ambizione di perseguire principi di condivisione di idee e di spazi attraverso la potenza espressiva ed evocativa dei libri, ma anche dei luoghi a essi consacrati: librerie e biblioteche. I tanti incontri con autori, editori, librai, studenti e appassionati saranno uno stimolo per dialogare, riflettere e anche divertirsi, ma soprattutto per impegnarsi tutti insieme per la tutela e la salvaguardia dei valori democratici.

All’interno della manifestazione, oltre agli incontri saranno previste mostre, proiezioni, anteprime, un laboratorio di scrittura, il contest “Un libro in una pagina” e, in ultimo, ma non per importanza, il concorso letterario “Etna Book – Cultura sotto il vulcano” (premiazione prevista durante la serata di apertura del festival).

Faranno parte della giuria tecnica del concorso letterario, personaggi noti del mondo dell’editoria e della cultura nazionale e internazionale:  Sal Costa (autore e produttore di testi musicali), Nunzio Famoso (docente dell’Università degli Studi di Catania), Salvatore Massimo Fazio (scrittore, filosofo e psicopedagogista), Maria Teresa Papale (giornalista), Milena Privitera (autrice e giornalista), Debora Scalzo (scrittrice e sceneggiatrice cinematografica) e Samantha Viva (autrice e giornalista).

Jean-Luc Godard, uno dei fondatori della Nouvelle Vague va il Premio FIAF 2019

FIAF Award Godard 2019© Carine Roth _ Cinémathèque suisse
FIAF Award Godard 2019© Carine Roth / Cinémathèque suisse

FIAF, la Federazione Internazionale degli Archivi Cinematografici, la più grande e importante rete globale di cineteche e archivi cinematografici di tutto il mondo, ha premiato il leggendario regista franco-svizzero Jean-Luc Godard, con il FIAF Award 2019, durante una cerimonia speciale a Losanna, in Svizzera, l’11 aprile 2019. La cerimonia di presentazione si è svolta al Casino de Montbenon, sede della Cinémathèque suisse, dove questa comunità mondiale di conservazione dei film si è riunita questa settimana in occasione del 75 ° Congresso annuale della FIAF. Jean-Luc Godard ha dedicato il premio alla memoria a Iris Barry (1895-1969), il primo curatore del Museum of Modern Art Film Library di New York dal 1935 e anche uno dei fondatori della FIAF.

Dal 2001, quando il premio inaugurale FIAF è stato consegnato a Martin Scorsese per la sua pionieristica difesa della causa della conservazione del film, la FIAF ha assegnato il suo premio annuale per celebrare una personalità cinematografica esterna al mondo archivistico. Tra i premiati in passato del premio FIAF: Ingmar Bergman (2003), Mike Leigh (2005), Hou Hsiao-hsien (2006), Peter Bogdanovich (2007), Agnès Varda (2013), Jean-Pierre e Luc Dardenne (2016) e Christopher Nolan (2017). Il premio FIAF dello scorso anno è stato assegnato al cineasta thailandese Apichatpong Weerasethakul presso l’archivio cinematografico thailandese di Bangkok. Il destinatario del Premio FIAF è selezionato dal Comitato Esecutivo FIAF da una breve lista di candidature presentate da membri del personale di tutti gli archivi affiliati alla FIAF in tutto il mondo.

Nato nel 1930 a Parigi, con una doppia cittadinanza francese e svizzera, Jean-Luc Godard è uno dei più importanti registi del mondo e anche uno degli ultimi esponenti viventi della Nouvelle Vague francese. Nel corso della sua carriera ha sperimentato nuovi modi di raccontare storie e fare film che hanno influenzato molti registi più giovani.

Frédéric Maire, presidente della FIAF, direttore della Cinémathèque Suisse ed ex capo del Locarno Film Festival, ha spiegato la decisione di attribuire il premio FIAF di quest’anno a Jean-Luc Godard: “La creatività di Jean-Luc Godard è profondamente radicata nella sua vasta conoscenza del cinema e per i suoi anni come critico cinematografico ai Cahiers du Cinéma. È un figlio spirituale della Cinémathèque Française e di Henri Langlois, che ha sempre supportato in periodi difficili come l’indomani del maggio 1968. Inoltre, è sempre stato molto interessato alle tecniche di ripresa, dalle fotocamere ad alta tecnologia alle più moderne attrezzature digitali, contribuendo a sviluppare nuove fotocamere piccole e leggere da 35 mm con Jean-Pierre Beauviala (Aaton) e sperimentando il 3D (in Adieu au langage) e il suono 7.1. All’inizio degli anni ’70 fu uno dei primi cineasti francesi, insieme a Carole Roussopoulos, ad esplorare le possibilità del sistema video portatile Sony.

Ritornato in Svizzera, nella sua terra natale, a metà degli anni settanta, vivendo non lontano da Losanna, si ricongiunge alla Cinémathèque suisse e al suo direttore, Freddy Buache. Alcuni dei suoi film dagli anni ’80 in poi sono stati girati in parte nei locali e/o con il supporto della Cinémathèque suisse. Ha sempre sostenuto la Cinémathèque quando necessario, e ha diretto il tanto decantato cortometraggio Lettre à Freddy Buache quando gli è stato chiesto di girare un film sulla città di Losanna. Ultimo ma non meno importante, è stato uno degli ospiti principali al Congresso FIAF di Losanna del 1979, che ha celebrato il 50 ° anniversario del famoso Congresso dei registi indipendenti di La Sarraz”. 

Gran parte del lavoro di Godard riguarda la storia del cinema e rende omaggio ai suoi classici, come con Fritz Lang che dirige il film nel film in Le Mépris o nel cameo di Samuel Fuller in Pierrot le Fou. Ha dedicato la sua acclamata serie di Histoire (s) du cinéma ad esso, così come il suo ultimo film, Le Livre d’image del 2018, che ha vinto una Palma d’oro speciale a Cannes.

La Federazione internazionale degli archivi cinematografici, è un’organizzazione globale dedicata alla conservazione e all’accesso del patrimonio cinematografico mondiale. Fondata nel giugno del 1938 con quattro membri (il British Film Institute di Londra, la Cinémathèque française di Parigi, il MoMA di New York e il Reichsfilmarchiv di Berlino), dal 2018 FIAF riunisce 166 istituzioni in 75 paesi – riflettendo la crescita del film patrimonio come una preoccupazione mondiale. FIAF favorisce la solidarietà, lo scambio e la cooperazione tra i più importanti cineasti e archivi cinematografici di tutto il mondo. La missione della FIAF comprende il salvataggio, la raccolta, la conservazione, la proiezione e la promozione di film, che sono apprezzati sia come opere d’arte e sia come documenti storici.

Iro Iro. Il Giappone tra pop e sublime di Giorgio Amitrano, al Monastero dei Benedettini di Catania

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Nei locali dell’Auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini di Catania, si è tenuto un incontro con il prof. Giorgio Amitrano,  docente di “Lingua e Letteratura Giapponese” presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, alla presenza e con l’intervento del prof. Paolo Villani e il prof. Paolo La Marca, entrambi docenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania.

Il prof. Amitrano, celebre traduttore di autori come Murakami Haruki, Yoshimoto Banana, Kawabata Yasunari e Miyazawa Kenji, ha presentato il suo ultimo libro “IRO IRO – Il Giappone tra pop e sublime”. 

Orientalista, esperto di lingua e letteratura giapponese, ha vinto nel 2008 il Premio Grinzane Cavour per la traduzione. Premiato anche con il XII Premio Noma Bungei. E per quattro anni è stato direttore dell’Istituto di Cultura italiana a Tokyo.

Se siete degli appassionati del Giappone, non potete fare a meno di leggere questa sua meravigliosa guida della cultura nipponica. Iro in giapponese significa colore. Invece Iro iro, raddoppiato, è una miscellanea variopinta. Il libro è articolato in capitoli che raggruppano i tratti distintivi della cultura giapponese come la scrittura, la cerimonia, la felicità, la realtà, le stagioni, il karaoke e la bellezza.  Amitrano scrive dei quattro anni passati a studiare calligrafia, soffermando sopratutto sui classici e su fenomeni letterari di successo come Murakami e Yoshimoto. 

Alla scoperta del pop di grande intrattenimento, per raccontare la storia di un popolo che affascina sempre di più i lettori: “kaizen” l’arte di migliorare, “akogaré” passione e “iki” seduzione.  I riferimenti spaziano dagli scrittori più sofisticati ai manga, agli  artisti Araki, Tadao Ando, la bravissima cantante enka Misora Hibari e tanti altri ancora.  Insomma, un meraviglioso caleidoscopio di profondità, bellezza e fascino, che hanno dato tanto alla letteratura del Sol Levante.

“La vita con Orson Welles: L’uomo dietro la leggenda”, la docu-serie sul creatore del cinema moderno

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Una docu-serie sulla vita di Orson Welles, realizzata in sei episodi da Dax Phelan e con la collaborazione della figlia Beatrice Mori di Gerfalco Welles“La vita con Orson Welles: L’uomo dietro la leggenda” è una raccolta di conversazioni serali e rivelatrici su Welles, che la figlia, Phelan e molti ospiti speciali discuteranno del suo lavoro e della vita privata che pochi hanno avuto modo di vedere.

Beatrice è la figlia della terza moglie Paola Mori, all’anagrafe contessa Paola di Gerfalco, un’attrice italiana di teatro e di cinema che ha lavorato negli anni cinquanta e sessanta. Attualmente la Lon Haber & Co. si sta occupando della distribuzione sul mercato cinematografico. 

Orson Welles, regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Kenosha, nel Wisconsin, il 6 maggio 1915 e morto a Los Angeles, il 10 ottobre 1985. Nasce in una famiglia agiata dove il padre è un inventore mentre la madre è una pianista. Così, Orson eredita da entrambi i genitori vari talenti, infatti, già da bambino suona il piano, dipinge e si diletta nei giochi di prestigio. 

È autore di film che hanno cambiato la storia del cinema, considerato uno degli artisti più versatili e innovativi del novecento. All’età di ventitré anni conquista il successo grazie allo spettacolo radiofonico “La guerra dei mondi”, una trasmissione che scatenò il panico negli Stati Uniti, facendo credere alla popolazione un’invasione dei marziani. Un fatto celebre che gli fece ottenere un contratto per un film all’anno con la casa di produzione cinematografica RKO. Ma riesce a terminare solo uno dei progetti: Quarto potere, fu un grande successo cinematografico per Welles, e ancora oggi uno dei migliori film della storia del cinema.

Durante la carriera di Welles, ci furono una serie di difficoltà ed inconvenienti che non gli permisero di continuare a lavorare nel mondo di Hollywood. Costretto a trasferirsi in Europa, si autofinanziava soprattutto con apparizioni in film altrui. Welles riuscì a realizzare e dirigere film come: Macbeth, Otello, L’infernale Quinlan, Il processo, F come falso e tanti altri.

Fu premiato con la Palma d’oro a Cannes nel 1952 e l’Oscar alla carriera nel 1971. Nel 2002 è stato votato dal British Film Institute come il miglior regista di tutti i tempi. L’American Film Institute ha inserito Welles al sedicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Dopo la sua morte, diventa uno dei maggiori registi cinematografici e teatrali del XX secolo.

 

Addio al cineasta Jonas Mekas: il padre del cinema sperimentale americano

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Ci ha lasciati all’età di 96 anni, il celebre regista, poeta e artista lituano naturalizzato statunitense.

È morto a New York, il regista Mekas, con una carriera sessantennale nel mondo del cinema, fu molto attivo sopratutto nel genere underground, sfornando più di una cinquantina di pellicole cinematografiche. Fondatore del New American Cinema, dell’Anthology Film Archives, ed insieme al fratello Adolfas della prestigiosa rivista americana Film Culture. Conosciuto per aver collaborato con artisti del calibro di Allen Ginsberg, Andy Warhol, John Lennon, Yoko Ono e Salvador Dalí.

Inoltre, fu l’operatore del famoso film muto Empire di Andy Wharol, che mostra per ben otto ore un’unica inquadratura fissa sul grattacielo dell’Empire State Building. Il regista Douglas Gordon ha realizzato un documentario su Jonas Mekas, dal titolo “I Had Nowhere to Go”, presentato al Festival di Locarno 2016.

Nato il 24 dicembre del 1922, Jonas Mekas, abbandonò la Lituania durante la seconda guerra mondiale, a causa delle persecuzioni naziste. Insieme al fratello, visse otto mesi di prigionia nel campo lavoro di Elmshorn, un sottoborgo di Amburgo. Riuscì a fuggire per poi emigrare con il fratello negli Stati Uniti, alla fine del 1949, stabilendosi nei quartieri di Brooklyn.

La sua prima macchina da presa, acquistata grazie ad un prestito, fu una Bolex 16 millimetri. E proprio in questo periodo che scopre i film d’avanguardia frequentando il Cinema 16 di Amos Vogel. Per poi diventare il responsabile delle proiezioni del Gallery East di Avenue A, Houston Street e Carl Fisher Auditorium.